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Tour della Macedonia 14 - 23 Maggio 2009

Cara Emilia,
Volevamo ringraziarla per la bella organizzazione del viaggio in Macedonia. Il paese è stata un'autentica sorpresa sia da un punto di vista naturalistico che artistico. Non ricordiamo una terra così verde e così ospitale. Vlatko e Vania sono stati compagni ideali di viaggio e hanno reso tutto molto semplice e godibile. Le strutture alberghiere sono state buone (forse qualcosa da dire sull'hotel di Bitola...); in particolare veramente eccellenti l'albergo di Mavrovo e il Popova Kula, di cui serberemo un ricordo piacevolissimo. Il cibo è sempre stato ottimo e ci siamo lanciati in varie sperimentazioni.
E' stato un viaggio in cui abbiamo avuto occasione anche di ridere tanto... Abbiamo persino fatto due escursioni a piedi, alla chiesa di sant'Andrea (gole di Matka) e al monastero di Treskavec: imperdibili e impagabili!!! Ci siamo abbronzati perchè il tempo è stato meraviglioso anche se caldo.
Che altro dire? Solo che è stata per noi una gioia rivedere Vania e stare con lei come vecchi amici, anche se non ha mai dimenticato di esercitare la sua attività di guida, sempre ad alto livello.
Vlatko può stare tranquillo, perchè faremo grande pubblicità al suo bel Paese.
E non mancheremo di parlare bene anche di Kalya Mondo,naturalmente...
La salutiamo cordialmente e speriamo di sentirci presto per qualche altra bella idea

Antonella & Sergio Brusadin

Tour della Bulgaria dal 3 al 10 Aprile 2007

Volevamo tutti ringraziarvi e farvi i complimenti per lo splendido tour della Bulgaria che ci avete organizzato.
L'organizzazione in Bulgaria è stata perfetta, la scelta dei menu, dei ristoranti e la disponibilità ad accontentare le nostre richieste di variazione di menu e programmi è stata magnifica.
L'autista è stato impeccabile e la guida parlava un ottimo italiano, possedeva un grande bagaglio culturale e nonostante i 7 giorni di continua presenza è sempre stato interessante e mai ripetitivo; lo abbiamo apprezzato molto.

Ing. Andrea Chiavarino - Roma

Bulgaria e le rose 2006

Ho trovato la Bulgaria migliore di quanto mi aspettassi: i servizi funzionano, i bagni sono ovunque accettabilmente puliti, il personale nelle strutture è professionale.
Il Paese è proprio bello, Old Plodviv è magnifica, la festa delle rose autenticamente popolare (chissà fino a quando!).
Il tour è stato ottimamente studiato (e sottolineo ottimamente). Un 10 alla guida, veramente bravissima e sempre attenta.
Auguro che sempre più italiani possano visitare questo bellissimo Paese.

A. Visintini

Viaggio 16/23 novembre 2004

Sotto la guida di Kalya, la Bulgaria è stata la scoperta di natura e storia, e di incomparabili sapori.
Da Varna a Sofia è tutto un susseguirsi di dolci montagne e colline, di suggestivi paesi, di vecchie capitali fortificate (come Veliko Tornovo), di monasteri immersi nei boschi, di morbide distese di verde, fino al mare.
Un ritmo di vita ancora dominato dall’agricoltura tradizionale, coi carretti tirati dall’asino o dal cavallo, con gli allevamenti all’aperto e frutti della terra straordinariamente buoni: ortaggi e formaggi di un gusto specialissimo, che è un piacere consumare nell’aria sottile dei Balcani, nei caratteristici ristoranti, tra gente orgogliosa e cortese. Mi hanno colpito, nel Museo antropologico di Varna, i resti delle necropoli sulle rive del Mar Nero con le tombe piene d’oro e di gioielli, e le testimonianze degli splendori dei Traci e dell’epoca romana. E mi ha incantato la speciale devozione delle donne nelle splendide e dorate chiese ortodosse, sparse un po’ dappertutto.
Sì, grazie Kalya di avermi portato in Bulgaria, prima che l’ingresso in Europa cambi troppe cose.

Guglielmo Gelati

Tour alla scoperta della Bulgaria 17/24 agosto 2004

Nel suo complesso il viaggio è stato entusiasmante sopratutto per il fascino e la purezza di questi luoghi e paesaggi rimasti intatti nella loro genuina bellezza arcaica

Paolo Spizzo

Appunti di viaggio - Bulgaria, 17/27 agosto 2004

Fernanda e io volevamo visitare i luoghi nei quali, fin dalla preistoria, l’uomo aveva percepito la meravigliosa magia generatrice della Terra e intuito il mistero dell’energia fecondatrice del Sole. La Bulgaria, dalle nostre letture, sembrava offrirci questa opportunità: è, infatti, una delle regioni dove i nostri progenitori “europei”, probabilmente giunti tra quei boschi e quelle alture 7-8 migliaia di anni fa dalla culla della civiltà sorta nel vicino oriente, avevano portato anche il culto della Dea Madre, personificazione della potenza fecondatrice della natura di cui il corpo femminile appariva come una manifestazione. Noi, appunto, eravamo curiose di visitare i musei bulgari nei quali vengono conservati, numerosi, i segni di queste antichissime culture. Immagini di corpi femminili stilizzati, le dee madri, con i loro corredi di troni e oggetti rituali, e i vasi, modellati migliaia di anni fa con la creta in forme eleganti degne del più raffinato designer contemporaneo, oltre a oggetti di selce, di bronzo e di ferro, corredi funerari d’oro e d’argento riempiono i musei non solo della capitale Sofia e dell’elegante Varna, ma anche di città forse poco note a noi viaggiatori italiani, come Stara Zagora, Nova Zagora, Shoumen. Gli oggetti sono spesso ancora di difficile interpretazione anche per gli specialisti, ma la loro elegante essenzialità esercita un fascino potente che comunica la sacralità di quelle figurine in osso, in argilla, in bronzo segnate da tratti a spirale, a onda, a V. Ma l’impatto più forte lo abbiamo provato raggiungendo i luoghi nei quali gli antichi abitatori di questa terra montuosa e boscosa andavano ad adorare il Sole, come Paleocastro le cui rocce portano scolpite centinaia di immagini stilizzate della divinità, cerchi scavati o in rilievo, o dove collocavano la tomba di Orfeo, figlio di questa terra, di questa natura rigogliosa ma non angosciante, che ospita animali con cui sembra facile poter dialogare, specie se aiutati da una cetra…, o, ancora, Dioniso, il potente, colui che più è in contatto con le forze, anche oscure, della Natura, l’amico delle donne, tra le quali sceglie le sue profetesse, come a Perperikon.
I luoghi non sono facilmente raggiungibili: le strade sono spesso dissestate e i santuari preistorici non sono indicati da cartelli. Occorre poi trovare delle guide locali che ci portino, attraverso campi incolti con l’erbe alte alla vita e sottoboschi i cui rovi ci graffiano le braccia, fino alle rocce sacre. Ma lì, che emozione! Non sono una grande viaggiatrice, ma qualcosa del nostro mondo ho visto e, di preferenza, ho cercato di muovermi da sola, non in gruppo, per non venire distratta dalle sensazioni che i luoghi mi comunicavano. Credo, però, che le sacre rocce (così le chiamo ora) della Bulgaria siano tra i siti più affascinanti nei quali mi sono trovata. E che un fascino indubbio tali siti lo esercitino è provato dal fatto che, spesso, quei luoghi sono stati scelti non solo dagli uomini del neolitico ma anche dai greci, e poi dai Romani e ancora dai Traci e anche dai cristiani di Bisanzio. Basti vedere Perperikon, il sito scoperto da pochi anni, dove ancora ferve il lavoro degli archeologi per portare alla luce i resti enormemente estesi di civiltà che si sono succedute, con caratteri spesso molto diversi, per millenni in quel luogo. Civiltà diverse ma accomunate nella percezione che in quei luoghi la divinità, qualunque fosse il suo nome, si manifestava con una forza. Ecco, quindi, che ciascuna, con i mezzi di cui era in possesso, si è impegnata a rendere manifesta la maestà del dio e dei suoi rappresentanti in terra, sacerdoti e re, in quel luogo emozionante, potente eppure sereno.
Ma non solo i potenti o i sapienti con i luoghi misteriosi ed elevati, o gli artisti-artigiani ideatori e modellatori di oggetti raffinati, qualunque fosse la materia che sceglievano di piegare alla loro fantasia o alla loro fede, hanno lasciato ben evidenti le loro tracce nella terra di Bulgaria: anche i semplici abitatori delle valli, ai piedi delle rocce sacre, hanno voluto emozionare i sofisticati uomini moderni lasciando loro, a testimonianza della vita difficile e breve dove nulla era gratuito, le tracce delle capanne nelle quali accendevano i fuochi dei focolari, macinavano i semi, adoravano divinità misteriose e sconosciute, modellavano la creta, conservavano le sementi… A Stara Zagora, le dimore neolitiche ci immergono, per pochi minuti certo, ma intensissimi, nella vita di chi, 6-7 mila anni fa ha dato l’avvio al mondo nel quale noi ora viviamo, riempiendolo di significati e di simboli. Così come il Museo di Karjali, oltre alle dee madri e agli altri emozionanti oggetti modellati dagli abitatori della preistoria, ci mostra altre dimore, dall’epoca neolitica fino al secolo scorso, in un viaggio attraverso il tempo più coinvolgente di un videogioco e certo più documentato scientificamente. Concludendo, un viaggio in Bulgaria alla ricerca delle tracce dei nostri più lontani antenati è forse meno agevole di quello che porta ad ammirare i famosi monasteri o le città patrimonio dell’UNESCO, ma credo che lasci una traccia fortissima, indelebile, che rimane ben oltre i pochi - purtroppo - giorni che possiamo dedicarci.

Daniela Magnanini

Gruppo Actour Minerva Viaggi 17/24 agosto 2004

Gent.ma Emilia,
ho avuto modo di sentire, oltre alla TL molti dei Partecipanti i quali, unanimenente mi hanno espresso i loro apprezzamenti per il viaggio.
Per tipologia di servizi Le riassumo i commenti:
sistemazioni alberghiere
generalmente apprezzabili, salvo l'Hotel Bulgaria, del quale però è stata apprezzata la posizione
ristorazione
valida con l'unica eccezione del ristorante in cui era prevista la cena con folclore, da evitare
guida
la Signora Vania è stata eccezionale, sia professionalmente che dal punto di vista umano, Le e' stata trasmessa una lettera di ringraziamento direttamente dai partecipanti
autista
vale quanto espresso per la Signora Vania
organizzazione Kalya Mondo
valida sotto tutti i punti di vista ed il merito, Emilia, è tutto Suo
la Bulgaria
un paese che vale assolutamente la pena di visitare

Spero di ripetere l'esperienza

Claudio Daniele
 

 

 

 

 

 

 

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